la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera.
io e te
che ci abbracciamo forte,
che ci sbattiamo porte,
che andiamo contro vento,
che stiamo in movimento,
che abbiamo fatto un sogno
che volavamo insieme,
che abbiamo fatto tutto
e tutto c’è da fare,
che siamo ancora in piedi
in mezzo a questa strada,
io e te, io e te, io e te!
noi…io e te!
che abbiamo fatto a pugni
fino a volersi bene,
che andiamo alla deriva
nella corrente,
che attraversiamo il fuoco
con un ghiacciolo in mano,
che siamo due puntini
ma visti da lontano,
che ci aspettiamo il meglio
come ogni primavera,
io e te, io e te, io e te!
delle cose belle.
i messaggi del buongiorno, incontrare la prof. C. in metro, i vestiti belli, A. J. e G., il magnum pleasure store, quel pomeriggio, i discorsi di filosofia, R., Ch., l’ultima lezione del corso del prof. G., il nostro futuro e imminente anniversario, il sole e il cielo azzurro e, soprattutto, tu.
Un giorno ci sarà una casetta, con una cucina in cui io preparerò dolci a non finire, in cui insieme faremo i nostri risotti e io, forse, imparerò a mangiare le verdure; ci sarà un letto matrimoniale con lenzuola morbide di colori che si intonino alla tua pelle bianca costellata di nei, in quel letto ci ritroveremo tutte le sere, ogni notte sarà lì ad aspettarci; ci sarà la vasca da bagno per te e la doccia per me, sempre pronte a ricordarci le nostre diversità; ci sarà uno stereo dalle cui casse uscirà dolcemente la voce di de andrè, perché quando canticchi le sue canzoni ti amo persino di più.
Ci saremo noi e la felicità.
ti ho guardata e per il momento
non esistono due occhi come i tuoi.
ma ti giuro che per quella bocca,
che quando ti guardo diventa rossa,
morirei.
chissà se lo sai?
forse tu non lo sai
no, tu non lo sai.
e poi la notte, col suo silenzio regolare,
quel silenzio che a volte sembra la morte,
mi da il coraggio di parlare
e di dirti tranquillamente,
di dirtelo finalmente che ti amo
e che di amarti non smetterò mai.
così adesso lo sai, così adesso lo sai.
in questo rullino c’è il giorno in cui è scoppiata la primavera e tu mi hai portata alla mostra di Doisneau e io, con il mio vestito rosso, tornando a casa mi sono fermata a fotografare i fiorellini; ci sono i due giorni di lacrime, che hai curato raccogliendo un mazzo di fiori; poi è tornato l’inverno per un po’ di giorni; ma ora, finalmente, è primavera in ogni senso e lo dimostrano i fiori del giardino in cui ci siamo fermate sabato e i nostri sorrisi in viso, mentre giochiamo con il nostro palloncino Arancino.
sotto casa di J., dico a Ch. e S.: “lui è un ottimo cuoco, fa una pasta buonissima con pistacchi e speck, sarebbe bellissimo se ce la facesse, mi sono dimenticata di chiederglielo”; pochi minuti dopo, J. arriva e alla mia domanda su cosa mangeremo mi risponde “per me ti piacerà!”, come una bimba sbircio nella busta della spesa e trovo dello speck, poi apro il mobiletto e vedo la farina di pistacchi.